Napolitano bis, nevrosi a sinistra

L’ipotesi avanzata da Mario Monti di una rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale a prima vista appare solo come un omaggio al presidente della Repubblica. In effetti gli ostacoli sono formidabili, a cominciare dall’indisponibilità più volte annunciata dal destinatario.
15 AGO 20
Immagine di Napolitano bis, nevrosi a sinistra
L’ipotesi avanzata da Mario Monti di una rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale a prima vista appare solo come un omaggio al presidente della Repubblica. In effetti gli ostacoli sono formidabili, a cominciare dall’indisponibilità più volte annunciata dal destinatario. Qualche osservatore ha legato la prospettiva di una legislatura incagliata, a causa della assenza di una maggioranza almeno al Senato, che conferirebbe di fatto un ruolo determinante al Quirinale, a quella di una conferma “temporanea” di Napolitano, che avrebbe l’autorità e la riconosciuta imparzialità necessarie per quel ruolo. Si tratta di ipotesi subordinate ad altre ipotesi, il che le rende assai aleatorie.
Tuttavia non si può cancellare l’opzione di una rielezione, per un’altra ragione: la debolezza oggettiva delle candidature nell’ambito del centrosinistra. Queste in sostanza si riducono ai tre ex premier di quest’area: Romano Prodi, Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Per varie ragioni, comprese le criticità della normativa che regge le fondazioni bancarie messa in luce dalle vicende di Mps, Prodi e Amato appaiono meno attraenti, mentre lo scontro con i rottamatori ha debilitato D’Alema. In ogni caso l’esistenza di tre opzioni, con un corpo elettorale di secondo grado che si esprime a voto segreto, rappresenta sempre una situazione insidiosa. Se a un quadro politico incerto, come quello che si potrebbe delineare, si somma la difficoltà di dar vita a una maggioranza presidenziale per i candidati naturali della sinistra, la rielezione di Napolitano potrebbe profilarsi come una necessità. Ma anche in questo caso si tratta di un’ipotesi legata ad altre due. Aleatoria.